Consapevolezza di sé

Conosci te stesso,
Socrate

Quando ti prendono in giro tu reagisci aggredendo o scappando?

Sapresti definire quali sono i tuoi punti forti e punti deboli?

Cosa ti succede quando devi affrontare un esame, una verifica o un compito importante?

Cos'è

La consapevolezza di sé ha a che fare con CONOSCERE SE STESSI. Essere consapevoli significa saper identificare:

  • i propri punti di forza
  • le proprie aree deboli
  • il proprio modo di reagire di fronte alle situazioni,
  • le proprie preferenze (es. in quali situazioni sto bene e in quali non mi sento a mio agio?)
  • i propri desideri
  • i propri bisogni
  • le proprie emozioni

La CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA è la base per una buona consapevolezza di sé e consiste nel saper riconoscere i segnali emotivi del proprio corpo e dare un nome alle emozioni che si provano e che ci "informano" sulle nostre preferenze, gusti e bisogni.

Perché svilupparla

Conoscere noi stessi ci permette di prevedere come affronteremo le varie situazioni che la vita ci porrà di fronte, andando incontro alla vita preparati, e quindi capaci di scegliere situazioni, comportamenti e atteggiamenti funzionali in base ai propri obiettivi.

ESEMPIO:

Un esempio molto immediato da cogliere e che ci viene spesso riportato come conquista dagli scolari è la gestione del tempo.

Se un ragazzo conosce le ore in cui sono più lucido durante la giornata, potrà utilizzarle per studiare organizzandosi al meglio, senza rinunciare per forza al divertimento, anzi utilizzandolo come risorsa per rigenerarsi.

Questo vale anche per gli adulti: sono più tranquilla che di sera? Allora, posso scegliere di gestire le situazioni più complesse in quell'orario, perché sono più lucida.

Pensiamo adesso a tutte quelle persone, a volte genitori che non riescono a dire di no. Magari vi riconoscete in questa descrizione oppure conoscete qualcuno che corrisponda ad essa. Spesso a queste persone accade di descrivere gli altri, soprattutto i figli :-), come insistenti, invadenti e difficili da gestire; mentre nel momento in cui hanno l’opportunità di riconoscere questa caratteristica personale, "non riesco a dire NO a mio figlio", hanno l’opportunità di gestire le relazioni in modo differente e magari di cambiarle, se lo ritengono opportuno.

Come svilupparla

"Quando sei consapevole vedi il processo globale del pensiero e dell’azione ma ciò può accadere solo quando non ci sono condanne. Quando condanno qualcosa non lo comprendo, è un modo per evitare qualunque tipo di comprensione."

J. Krishnamurti

La consapevolezza nasce dall’osservazione, un’osservazione senza giudizio, pertanto è importante allenarsi ad osservare, ascoltare ed ascoltarsi partendo dalle percezioni dei nostri sensi:

  • Cosa vedo?
  • Cosa sento (udito)?
  • Cosa sento nel corpo (cinestesia, propriocezione)?

E ancora:

  • Quando è successo?
  • Chi era presente?
  • Dove mi trovavo?
  • È successo altre volte?
  • …..ecc…

La consapevolezza del proprio mondo interiore nel “qui e ora” può essere ascoltata facendosi queste 3 domande:

  • Cosa penso?
  • Cosa provo?
  • Cosa faccio?

Ma la consapevolezza riguarda anche la conoscenza dei propri comportamenti abituali (schemi):

  • Cosa penso/provo/faccio di solito quando… (si presenta una certa situazione)?
  • Quando… (si presenta una certa situazione)…allora io…

Pertanto la risposta alla domanda “Come sviluppare la propria consapevolezza di se stessi?” è: ASCOLTO PROFONDO ATTENTO E SENZA GIUDIZIO, pertanto in un momento in cui l’intensità delle emozioni è bassa (tranquillità, fastidio, turbamento) non alta (eccitazione, furia, preoccupazione, dolore).
Ma per arrivare a questa CONOSCENZA DI SE STESSI è necessario avere l’opportunità di osservare i propri gusti, i propri bisogni e desideri FIN DA PICCOLI, quindi mettiamo i nostri bambini in condizione di esprimere le proprie preferenze e scoprire se stessi.

le 10 lifeskills