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	<title>A C, Autore presso Life Skills Italia</title>
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	<description>competenze per la vita</description>
	<lastBuildDate>Sun, 04 Aug 2024 18:06:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>A C, Autore presso Life Skills Italia</title>
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		<title>LIBRI E COMPETENZE: 10 LIBRI DA LEGGERE IN ESTATE</title>
		<link>https://www.lifeskills.it/libri-e-competenze-10-libri-da-leggere-in-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[A C]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 13:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;</p>
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<p>Non importa che tu sia al mare o in montagna, in campeggio o in albergo. L’estate è la stagione perfetta da dedicare alla lettura; le giornate sono più lunghe, il tempo sembra procedere al rallentatore e ci sono più momenti vuoti in cui poter prendere un libro in mano che non hai avuto il tempo di leggere durante l’anno. <br>L’estate è ottima per leggere romanzi lunghi e impegnativi, ma è anche la stagione della spensieratezza che richiama testi leggeri e storie di avventura con protagonisti coraggiosi, geniali che vivono intrighi mozzafiato.<br>Noi ti offriamo una lista alternativa di letture per vivere emozioni intense perché riguardano la vita e le sue sfide.</p>



<p>Qui di seguito troverai 10 libri dai quali fatti catturare, dieci storie diverse fra loro che parlano di tutti noi, di come funzioniamo dentro noi stessi e in relazione agli altri, di come ci emozioniamo e comunichiamo reciprocamente. Un mix perfetto da portare in vacanza per imparare a conoscere meglio te stesso e per immergerti totalmente in concetti e parole che ti faranno scoprire i tuoi punti di forza e le tue aree di miglioramento.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>A ME GLI OCCHI</strong><br><strong>Manuela Paselli</strong></p>



<p>Come catturare e mantenere l’attenzione e la partecipazione a km di distanza … o a 20 cm di vicinanza!<br>Cosa anima questo libro? Da dove nasce il “perché”? Quali obiettivi si pone?<br>Questo libro nasce dal desiderio di dare significato a uno spazio, quello dell’apprendimento in uno spazio digitale, che per necessità e non per scelta, è diventato uno spazio di relazione e contatto. Così succede nella vita. Accanto al processo che portiamo avanti per evolverci e costruire un mondo migliore &#8211; che per l’associazione e la società di consulenza cui faccio parte è un mondo che si basa e persegue il concetto di benessere personale e organizzativo per tutti gli esseri viventi &#8211; accadono cose. E queste cose non sempre sono volute e desiderate, ma sono comunque possibilità nelle quali portare avanti la nostra identità: la passione e l’impegno nel promuovere le life skills, mossi da grande amore, rispetto e soprattutto fiducia nell’essere umano e negli esseri viventi.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>DACCI IL DIECI, LISA!</strong><br><strong>Serena Savarelli e Barbara Quadernucci</strong></p>



<p>Dacci il dieci, Lisa! racconta la storia di una famiglia, di una bambina, di dieci competenze e delle persone che si sono unite per insegnare ad allenarle.<br>Partendo dal presupposto che i genitori devono essere più abili se vogliono far apprendere ai loro figli le lezioni basilari sul piano individuale e sociale, Dacci il dieci, Lisa! dimostra come le richieste e le sfide della vita possono essere vissute efficacemente quando all’amore si uniscono abilità e capacità.<br>Questo libro è, prima di tutto, un contenitore di strumenti di allenamento delle 10 LIFE SKILLS, individuate dall’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Salute), per tutti quei genitori – biologici, adottivi o affidatari – che, nel percorso genitoriale, vogliono esserci, per i loro figli, in modo amorevole e competente in uno stato di benessere reciproco.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>INTELLIGENZA EMOTIVA: CHE COS’È E PERCHÉ PUÒ RENDERE FELICI<br>Daniel Goleman</strong></p>



<p>Secondo l’autore, l’intelligenza emotiva contribuisce per l’80% al nostro successo nella vita e alla nostra felicità, perché ci permette di combattere le emozioni spiacevoli e raggiungere risultati di rilievo nella vita. Questa lettura trasmette un messaggio fondamentale: tutti possono migliorare la propria intelligenza emotiva. È questo il cambiamento che è necessario vedere nel mondo.<br>La dimensione emotiva riveste un ruolo fondamentale nella vita di tutti; l’intelligenza emotiva ci permette di capire e controllare le nostre emozioni, migliorare i nostri rapporti con gli altri, raggiungere risultati migliori a scuola e nel lavoro e in generale vivere una vita più felice e appagante. Essa è qualcosa che ciascuno di noi può sviluppare nel corso della propria vita.<br>“Intelligenza emotiva” è un libro che tutti dovrebbero leggere per imparare in tutti i settori, dalla famiglia alla scuola, fino al lavoro che è indispensabile <strong>mettere insieme mente e cuore</strong>.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>EDUCARE IL CUORE</strong><br><strong>Strategie per una comunità che si prende cura delle nuove generazioni<br>Mario Polito</strong></p>



<p>Questo scritto si rivolge principalmente agli insegnanti. Il contesto scolastico ha necessità di ricevere una nuova forma, ma questa è anche una lettura che merita attenzione da parte di tutte le persone, perché indipendentemente dai ruoli diversi che possiamo svolgere, siamo spesso educatori. È per questo che è necessario sapere cosa e come educare, a partire dalla famiglia e dalla scuola. <br>Quando a scuola o in famiglia viene trascurata o svalutata la dimensione emotiva, indispensabile in tutti i momenti della vita, una parte integrante della formazione umana viene a mancare. In questo caso, bambini e studenti presenteranno difficoltà, anche di apprendimento, che derivano proprio da blocchi emotivi e da carenze motivazionali. <br>Quando il cuore non viene educato, ricorda l’autore, una promettente intelligenza rimane senza linfa creativa. <br>Ecco il perché di questo libro: dobbiamo tutti promuovere un’educazione integrale di mente e cuore, di conoscenza e di empatia, prima in noi stessi e poi negli altri.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>12 STRATEGIE RIVOLUZIONARIE</strong><br><strong>PER FAVORIRE LO SVILUPPO MENTALE DEL BAMBINO<br>Daniel J. Siegel, Tina Payne Bryson</strong></p>



<p>Perché per un genitore è importante leggere “12 strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino”? <br>Anche la lettura di un libro può essere una strategia per rafforzare le competenze personali e allenare sé stessi per poter garantire benessere anche agli altri.<br>La risposta più adeguata alla domanda, sopra citata, è affinché un bambino possa:<br>“<em>fiorire, realizzare appieno il suo potenziale, mettere a frutto tutte le sue risorse, realizzarsi in ogni aspetto della sua vita, coltivare le risorse interiori, essere sé stesso e a suo agio nel mondo”</em>.<br>Il libro è strutturato in sei capitoli, ricchi di immagini, esempi, schede riassuntive e, alla fine di questi, sono presenti anche dei promemoria e le 12 strategie a seconda dell’età del bambino.<br>“12 strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino” è un libro/strumento che permette di attivare un lavoro sugli adulti che, a effetto ricaduta, produce benessere nei bambini.<br>Il punto e la morale di questa lettura è che restando consapevoli delle opportunità quotidiane possiamo favorire lo sviluppo dei bambini.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>FAI FIORIRE LA TUA VITA<br>UNA NUOVA, RIVOLUZIONARIA VISIONE DELLA FELICITÀ E DEL BENESSERE<br>Martin E.P. Seligman</strong></p>



<p>L’autore afferma che l’obiettivo della psicologia positiva nella teoria del benessere è <strong>misurare e costruire il funzionamento ottimale dell’uomo</strong>, che ha inizio nel momento in cui chiediamo a noi stessi che cosa ci rende realmente felici. Questa affermazione ci riporta al concetto di una Life Skill importante che è la <strong>consapevolezza di sé</strong>. E da questa ecco che il benessere diventa qualcosa di costruibile. Ma soprattutto, “mettere in contatto” le persone con i loro punti di forza, e non tentare solo di correggere le loro debolezze, dà dei particolari benefici.<br>Imparare a funzionare bene anche in presenza di emozioni spiacevoli, permette di <em>gestire la cosa</em>, come scrive Seligman. Funzionare anche quando per esempio siamo molto tristi, non è solo combattere i pensieri di non farcela, ma vivere anche in modo eroico per arrivare a <strong>promuovere le condizioni abilitanti della vita</strong>, e non solo eliminando le condizioni disabilitanti.<br>In questo testo di Seligman ogni affermazione è frutto di uno studio scientifico, di raccolte dati e di enunciazioni raggiunte dopo una serie di progettazioni, perché “una buona scienza richiede l’interazione di analisi e sintesi.” I suoi lavori si collocano tutti tra scienza e applicazione perché la verità è che le <strong>competenze per il benessere si possono insegnare e che si può essere chiamati ad agire anziché scegliere di agire </strong>(vocazione).<br>Seligman dedica un capitolo all’ottimismo e alla ricchezza che deve essere al servizio del benessere.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>FOCUS<br>COME MANTENERSI CONCENTRATI NELL’ERA DELLA DISTRAZIONE<br>Daniel Goleman</strong></p>



<p>Muoversi con agilità all’interno di una concentrazione interiore, sugli altri e sul mondo esterno, permette di avere una vita appagante. Come tutte le dieci life skills (emotive, relazionali e cognitive), anche il muscolo della nostra attenzione può essere allenato, fino al punto di riabilitare un cervello ormai quasi incapace di concentrarsi.<br>Deficit e aree di miglioramento sono i punti sui quali focalizzarsi per individuare delle strategie di allenamento in una società, oggi, dove le persone hanno sviluppato abitudini di attenzione che rendono meno efficaci; se pensiamo al volume delle informazioni che riceviamo, questo lascia a tutti poco tempo per riflettere sul reale significato di tali informazioni.<br>Allora ecco il FOCUS grazie al quale possiamo allenare la nostra capacità di concentrazione: quando la nostra mente si distrae e ci accorgiamo che sta vagando va riportata sul focus della concentrazione e mantenuta su di esso. Spostare la mente che vaga sul respiro e mantenerla lì è un ottimo esercizio che va ad allenare direttamente il muscolo.<br>Quasi al termine della lettura, l’autore affronta il tema dei talenti. Dobbiamo sempre chiederci: al servizio di che cosa, esattamente, stiamo usando i nostri talenti, quali che siano?</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>TEORIA U. I FONDAMENTALI. <br>PRINCIPI E APPLICAZIONI<br>C. Otto Scharmer</strong></p>



<p>Cosa succederebbe se tutti diventassero chi sono veramente? Che cosa succederebbe se tutti iniziassero a percepire insieme agli altri all’interno di una fenomenologia collettiva?<br>La Teoria U porta la nostra attenzione verso quel punto cieco, verso quell’invisibile dimensione che sorge nel campo sociale, verso la qualità delle relazioni con gli altri, con il sistema e con noi stessi. La Teoria U promuove il passaggio da una consapevolezza ego-sistemica a una consapevolezza eco-sistemica, capace di farsi carico del benessere di tutti.<br>Oggi nella società sono presenti tre tipi di fratture:</p>



<ul>
<li>• ECOLOGICA: disconnessione tra il Sé e la natura;</li>



<li>• SOCIALE: disconnessione tra il Sé e l’altro;</li>



<li>• SPIRITUALE: perdita di significato e del Sé.</li>
</ul>



<p>In mezzo a queste fratture esiste un PUNTO CIECO, il luogo interiore e la sorgente da cui le nostre azioni, comunicazioni e percezioni prendono forma, quindi è una dimensione che ci permette di avvertire un mondo interno di possibilità future e di connetterci a esse.</p>



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<p class="has-text-align-center"><strong>TUTTO SULL’ AMORE<br>Nuove visioni<br>Bell Hooks</strong></p>



<p>Bell Hooks è una sociologa femminista nera statunitense, scrive questo libro all’inizio degli anni 2000 con l’intenzione di esplorare la tematica dell’amore nei diversi contesti della vita e della società (statunitense) di quegli anni.<br>Più che un libro è una porta girevole di accesso all’esperienza dell’amore.<br>Ogni capitolo analizza un aspetto oppure un contesto in cui l’amore si manifesta o potrebbe manifestarsi, a partire dalla personale esperienza di vita: la famiglia, gli amori, i desideri fino ad arrivare alla società alla spiritualità e alla morte.<br>L’amore come forza generatrice, necessità e umanità.</p>



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<p>E come ultimo libro vi consigliamo un romanzo che parla di resilienza, di sogni, desideri, speranza e coraggio:</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>LA TRECCIA<br>Laetitia Colombani</strong></p>



<p>Tre donne, tre continenti diversi. Lontane, sconosciute ma unite da un unico promotore: il coraggio. Per ognuna di loro essere coraggiosa assume un significato particolare: per Smita vuol dire prendere consapevolezza della propria vita e andare oltre quel sistema che sembra non lasciare una via di fuga; per Giulia significa conoscere la verità e, grazie a quella, partire dai propri punti di forza per costruire un nuovo futuro; per Sarah il coraggio diventa il superamento di una sfida che la vita le ha messo accanto per scoprire chi è davvero.<br> Ma c’è dell’altro che unisce queste donne: l’abilità di saper prendere decisioni e risolvere problemi mentre la vita le incita ad allenare la loro consapevolezza.</p>
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		<title>Giornata Internazionale dell’amicizia</title>
		<link>https://www.lifeskills.it/giornata-internazionale-dellamicizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[A C]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 10:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Perché l’amicizia è strettamente correlata alle abilità di vita -di Serena Savarelli</strong></p>



<p>Amicizia.<br>Un po’ come per l’amore, quanti scrittori, poeti, filosofi o pittori hanno dedicato la loro creatività a questo concetto? L’amicizia è stata definita una forza cosmica [1] , una virtù fondata sull’abitudine e su una libera scelta, una “cosa necesarissima per la vita” [2] , in quanto nessuno sceglierebbe di vivere senza amici, una “servitù volontaria”, uno dei legami più profondi, perché disinteressato, che s’instaura tra gli esseri umani, più forte dell’amore, che invece è un ardore che dura poco [3] .<br>Nel repertorio di tutti gli scritti c’è una poesia che descrive l’amicizia, ma che soprattutto dimostra come l’amicizia è strettamente correlata alle life skills; le relazioni interpersonali giocano un ruolo cruciale nello sviluppo e nella promozione delle competenze necessarie per gestire efficacemente le sfide della vita quotidiana.</p>



<p class="has-text-align-center">AMICIZIA<br>Jorge Luis Borges</p>



<p class="has-text-align-center">Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita,<br>non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,<br>però posso ascoltarli e dividerli con te.<br>Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,<br>però quando serve starò vicino a te.<br>Non posso evitarti di precipitare,<br>solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi.<br>La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,<br>però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.<br>Non giudico le decisioni che prendi nella vita,<br>mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.<br>Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,<br>però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.<br>Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,<br>però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.<br>Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,<br>solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.<br>In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico in quel momento sei apparso<br>tu…<br>Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista,<br>Non sei né il numero 1 né il numero finale<br>e tanto meno ho la pretesa<br>di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista<br>basta che mi vuoi come amica:<br>non sono gran cosa,<br>però sono tutto quello che posso essere.</p>



<p>Già dai primi versi è evidente come le amicizie forniscono numerose opportunità per praticare e migliorare le abilità comunicative, come l’ascolto attivo, l’espressione di pensieri e sentimenti e la risoluzione di problemi o conflitti.<br>Stare vicino a qualcuno promuove benessere quando vi è la capacità di comprendere lo stato emotivo proprio e dell’altro in uno spazio di sani confini. Il supporto emotivo reciproco aiuta le persone a regolare le proprie emozioni. Anche condividere le esperienze piacevoli e dolorose della vita è un aiuto a sviluppare strategie per gestire lo stress e trasformare le emozioni spiacevoli.<br>L’amicizia stimola lo sviluppo dell’autostima, la responsabilità reciproca, l’affidabilità e la collaborazione in un contesto di non giudizio, dove la principale motivazione è quella di procedere nei sentieri della vita consapevoli di non essere soli e di essere supporto per qualcuno che lo sarà a sua volta. <br>Quando pensiamo all’amicizia è inevitabile collegarla alle <a href="https://www.lifeskills.it/le-10-lifeskills/relazioni-efficaci/"><strong>relazioni efficaci</strong></a>.<br>Essere capaci di avere relazioni efficaci significa instaurare e mantenere relazioni importanti, ma anche riconoscere e interrompere quelle inadeguate; relazionarsi in modo assertivo, comunicando in modo efficace i propri bisogni nel rispetto di quelli degli altri senza prevaricazioni o sottomissioni, semplicemente restando sé stessi.<br>Nel libro Educare le Life Skills, (Marmocchi, Dall’Aglio, Zannini, 2004) a pagina 132 troviamo scritto: “Ognuno dei componenti della relazione è consapevole dei propri bisogni, diritti e doveri” che significa che la relazione è un reciproco scambio costruito in modo positivo in uno spazio di buoni confini dove i conflitti sono fecondi, servono a fare manutenzione in assenza di fusione o indifferenza.<br>Una relazione efficace può essere anche al di là di un’amicizia, tuttavia l’amicizia, come valore importante, presuppone una relazione efficace.</p>



<p>Le persone abili a tessere relazioni efficaci riconoscono nella seguente definizione il significato di amicizia:<br><em>“vivo e scambievole affetto tra due o più persone, ispirato in genere da affinità e sentimenti e da<br>reciproca stima</em>”. [4]<br>Le amicizie sono promotrici di salute perché, non solo arricchiscono la vita emotiva e sociale, ma fungono da una vera e propria palestra di allenamento per sviluppare e rafforzare le competenze per la vita. Di conseguenza, l’amicizia contribuisce anche al benessere sociale, perché promuove la costruzione di una società basata su principi di mutuo rispetto e sostegno.<br>Ogni giorno dell’esistenza è adatto per celebrare l’amicizia.</p>



<p class="has-text-align-center">“In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico <br>in quel momento sei apparso tu…”</p>



<p>Chiediti: quanta gratitudine e gentilezza mostro nella quotidianità a chi chiamo amico?</p>



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<p>1 Empedocle<br>2 Aristotele, libri VIII e IX dell’Etica Nicomachea<br>3 Montaigne, Saggi, I, 28<br>4 Treccani, Dizionario online</p>
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		<item>
		<title>IL CERVELLO ISTRUZIONI PER L’USO &#8211; JOHN MEDINA.</title>
		<link>https://www.lifeskills.it/il-cervello-istruzioni-per-luso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[A C]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 07:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lifeskills.it/?p=2479</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-left" style="font-style:normal;font-weight:500">Dalle frontiere della ricerca neuroscientifica, 12 regole-chiave per migliorare la qualità della nostra vita.<br>Recensione di Serena Savarelli</p>



<p>Non avevo mai letto questo libro. Lo avevo acquistato qualche anno fa, avevo trovato il posto per lui nella mia libreria e lo avevo abbandonato lì con l’idea che, per leggerlo, avrei avuto bisogno di quiete per concentrarmi su un argomento che credevo complicato. “Conoscere il funzionamento del cervello necessita di un lettore con la mente libera”, mi ero detta.<br>Quando è arrivato il momento di leggerlo, perché obbligatorio nel mio piano individuale di studi, ero ancora una lettrice piena di pensieri e preoccupazioni, ma ho deciso di portare questo libro in vacanza con me.<br>Dopo poche pagine, sono rimasta esterrefatta da questa lettura così scorrevole attraverso la quale l’autore descriveva il protagonista, il cervello, in modo semplice e con disinvoltura. <br>Il testo è ricco di esempi concreti che validano le affermazioni enunciate e i concetti sono immediatamente comprensibili.<br>Avevo in mano, non solo un nuovo libro da leggere, ma dodici regole del cervello, dodici <a href="https://www.lifeskills.it/le-10-lifeskills/consapevolezza-di-se/"><strong>prese di consapevolezza</strong></a>, dodici opportunità per imparare ad agire diversamente.<br>Un aspetto che mi ha affascinato tantissimo è stato ripercorrere la nostra evoluzione in modo da comprendere ancora meglio il funzionamento del cervello stesso. La nostra storia evolutiva ci dice questo:</p>



<p style="font-style:italic;font-weight:400">“il cervello sembra essere progettato per risolvere i problemi connessi alla sopravvivenza in un ambiente esterno instabile, e per farlo in pressoché costante movimento. Chiamo tutto ciò «cornice della performace» del cervello.”</p>



<p>Tutti dovrebbero conoscere queste dodici regole, che promuovono spunti di riflessioni e incitano al<br>cambiamento. Ecco ciò che l’autore propone alla base di quanto affermato:<br><br></p>



<p><strong>1) SOPRAVVIVENZA:</strong> “Non siamo fatti per stare seduti a tavolino otto ore al giorno”. Nella nostra evoluzione l’essere umano ha preferito l’intelligenza ai muscoli. La nostra lunga infanzia serviva a dare al cervello tempo a sufficienza per portare a termine il suo programma di sviluppo all’esterno dell’utero. Dalla posizione eretta, al ragionamento simbolico abbiamo imparato a collaborare, perseguendo un obiettivo comune.</p>



<p><strong>2) L’ESERCIZIOO FISICO POTENZIA IL CERVELLO:</strong> l’uomo primitivo percorreva fino a 20 chilometri al giorno. “Il nostro fantastico cervello non si è sviluppato nell’ozio, bensì facendo molto esercizio fisico.” Anche oggi, l’attività fisica è una primissima buona pratica che promuove salute in termini fisici e cognitivi e previene tantissime malattie, soprattutto dell’apparato cardiocircolatorio. Viene naturale chiedersi: a scuola, al lavoro e nella vita quotidiana quanto peso diamo a questa verità indiscutibile?</p>



<p><strong>3) DORMIRE BENE PER PENSARE BENE:</strong> per giorni mi sono immaginata i due eserciti in lotta tra loro: da una parte il sistema circadiano della veglia o “processo C”, quello dei neuroni, ormoni e varie sostanze chimiche che fanno di tutto per tenerci svegli, e dall’altra parte il meccanismo omeostatico del sonno o “processo S”. Entrambi nel loro conflitto paradossale. Dopo questo capitolo posso affermare chi sono: un colibrì… perché a volte somiglio a un gufo e altre a un’allodola, ma faccio fatica a comprendere cosa, a volte, mi sposti più da una parte e, in altri momenti, dall’altra parte. Di una cosa sono certa, sono l’eccezione che conferma la regola della “siesta” … io odio il sonnellino pomeridiano, ma forse perché è quel tempo che posso più dedicare a me stessa. Invece quando perdo ore di sonno, con loro perdo anche<br>l’attenzione, il buon umore, la capacità di ragionamento logico. Quindi, il sonno è un alleato anche per trovare soluzioni o risolvere problemi.</p>



<p><strong>4) UN CERVELLO STRESSATO NON IMPARA COME DOVREBBE: </strong>i miei figli ne sono la prova tangibile, specialmente una di loro che ha vissuto direttamente ciò che viene chiamato impotenza appresa, causata dallo stress cronico subíto per cinque anni. A livello cognitivo, la mia bambina è in grado di apprendere meglio solo quando il suo livello di stress si abbassa notevolmente. In questo capitolo ho ritrovato una teoria che condivido pienamente: insegnare prima ai genitori.<br><em>“L’ideale che immagino è un sistema scolastico in cui i primi a dover studiare non siano i bambini, bensì i genitori.”</em></p>



<p><strong>5) OGNI CERVELLO HA UNA RETE DI CONNESSIONI DIVERSA: </strong>quando apprendiamo, i nostri neuroni si gonfiano, ondeggiano e si scindono. Le connessioni cerebrali si rimodellano in base a ciò che facciamo e che impariamo nella vita. Le varie regioni cerebrali si sviluppano con ritmi diversi da persona a persona. Si direbbe che l’unicità delle persone dipenda proprio dal cervello!</p>



<p><strong>6) LE COSE NOIOSE NON CATTURANO L’ATTENZIONE:</strong> ma per catturare l’attenzione serve anche essere consapevoli di quella cosa. Se qualcosa suscita un’emozione, è pertinente ed è inserita fra i segmenti di dieci minuti, avremo persone interessate, capaci di ascoltare con attenzione e trattenere ciò che si vuol comunicare.</p>



<p><strong>8) STIMOLARE PIÙ SENSI CONTEMPORANEAMENTE:</strong> una delle funzioni principali del nostro cervello è quella di gestire tutti gli input rilevati dai nostri organi di senso, che ci consentono di percepire il mondo. Da questa affermazione si deduce che di fronte allo stesso input, due persone possono avere, però, percezioni diverse. Ragion per cui non esiste un modo giusto di percepire il mondo. A mio parere, questa consapevolezza porterebbe a relazionarci gli uni con gli altri in modo diverso, cioè senza pregiudizi. Ciò che mi ha colpito maggiormente è che solo l’olfatto bypassa il talamo e va dritto alle sue destinazioni cerebrali superiori. È l’olfatto che stimola le emozioni e i segnali odoriferi si dirigono anche in quella parte del cervello deputata a prendere decisioni. Questa frase per me è da evidenziare: “Il mio segnale è così importante, che sto per farti provare un’emozione memorabile. Che cosa hai intenzione di fare a riguardo?”. Quindi il mondo è da sempre multisensoriale. Inoltre, l’olfatto evoca la memoria e favorisce un apprendimento diretto.</p>



<p><strong>7) RIPETERE PER RICORDARE:</strong> “gli incipit sono tutto” e la memoria è un tema davvero affascinante. In ognuno di noi il proprio cervello dà una visione approssimativa della realtà, perché le nuove conoscenze vengono mescolate con i ricordi del passato e li immagazzina come qualcosa di unico. Per rendere più efficiente la memoria a lungo termine bisogna incorporare gradualmente le informazioni.</p>



<p><strong>9) LA VISTA BATTE TUTTI GLI ALTRI SENSI:</strong> “Non vediamo con gli occhi, vediamo con il cervello.” In altre parole, l’esperienza che abbiamo del nostro ambiente visivo è un’opinione analizzata su ciò che il cervello pensa che vi sia là fuori. La vista è un senso indispensabile fin dai tempi dell’essere umano, perché le maggiori minacce della nostra vita nella savana venivano apprese visivamente e lo stesso valeva per le fonti di nutrimento e per le percezioni di opportunità riproduttive. Questo concetto ci porta a considerare che nell’apprendimento le immagini sono una fonte più immediata per trasmettere conoscenze rispetto che al testo scritto. Mi rendo conto così che il metodo di apprendimento Life Skills Italia ha tutti i requisiti che si basano sul giusto funzionamento del nostro cervello.</p>



<p><strong>10) STUDIARE O ASCOLTARE MUSICA PER POTENZIARE LE FACOLTÀ COGNITIVE:</strong> per molti scienziati l’essere umano nasce già con il senso della musica. Il tono, il timbro, il ritmo sono tutte caratteristiche che dimostrano che anche nel parlare, le parole trasmettono emozioni. La musica oltre che a sviluppare empatia migliora anche l’umore, ma incrementa anche la velocità di recupero di specifiche abilità cognitive.</p>



<p><strong>11) IL CERVELLO MASCHILE È DIVERSO DAL CERVELLO FEMMINILE: </strong>ciò che mi colpisce maggiormente non è la consapevolezza che la donna è geneticamente un essere più complesso, che il suo cervello è diverso sotto l’aspetto strutturale e biochimico e usa in modo diverso dell’uomo l’amigdala, ma questa affermazione: “Il punto è che i pregiudizi di genere danneggiano persone reali in situazioni reali.”</p>



<p><strong>12) SIAMO FORMIDABILI ESPLORATORI NATURALI:</strong> dobbiamo osservare i bambini: loro raccolgono informazioni testando attivamente il loro ambiente, come farebbe uno scienziato. Compiono un’osservazione sensoriale, formulano un’ipotesi su ciò che sta accadendo, progettano un esperimento in grado di verificare l’ipotesi, e poi traggono conclusioni dai risultati. Essi sono gli artefici di idee progressivamente autocorrette per riuscir a capire come funziona il mondo. È da ricordare la linguaccia imitata dal neonato con il quale interagì nel 1979 Andy Meltzoff sconvolgendo la psicologia infantile. Il nostro cervello continua ad apprendere con l’età, durante questo tempo esso modifica le proprie strutture e le proprie funzioni in risposta all’esperienza. La scoperta per i bambini è motivo di gioia. Una grande regola è quindi: la curiosità.<br><br></p>



<p><strong>John Medina</strong> ha scritto un libro che non solo trasmette conoscenze, ma fornisce dei punti di partenza<br>che sono verità attorno alle quali individuare ciò che non funziona e ciò che potrebbe funzionare<br>meglio. Se continuiamo a ignorare il funzionamento del cervello, tutto ciò che realizziamo in famiglia, a<br>scuola o al lavoro non renderà come potrebbe, perché va contro le normali funzionalità di base.<br>Conoscere questo protagonista ci permette di avere un alleato prezioso mentre ci alleniamo nelle nostre<br>abilità di vita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lifeskills.it/il-cervello-istruzioni-per-luso/">IL CERVELLO ISTRUZIONI PER L’USO &#8211; JOHN MEDINA.</a> proviene da <a href="https://www.lifeskills.it">Life Skills Italia</a>.</p>
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